Il mercante amministra i fondi della propria attività e dei dipendenti con lealtà assoluta e paga davvero i debiti; dà grande dignità alla sua parola e somma onestà alla sua promessa, la quale non deve venir meno in niente.

Alessandro Wagner

Arricchirsi con onore. Elogio del buon imprenditore, di Benedetto Cotrugli

 

 

Rizzoli

Ore 19:00

intervista di Riccardo Barenghi

letture Eugenio Bellini

 

Le intuizioni e gli insegnamenti intramontabili del primo trattato sull’arte di fare business, il “Libro de l’arte de la mercatura”, un manoscritto rinascimentale rimasto nell’oblio per oltre cinque secoli. Mentre la finanziarizzazione dell’economia e le susseguenti crisi sembrano aver minato le regole di base degli affari, la riscoperta di un manuale del ’400 ci ricorda che esiste anche una maniera “sana e profittevole” di arricchirsi e arricchire la società nel contempo. Il “Libro de l’arte de la mercatura” di Benedetto Cotrugli inquadra il mercante come un “uomo universale”, chiarendo che la precisione e la pulizia contabile sono solo uno dei tre perni su cui si regge l’arte del business, accanto alle tecnicalità operative e finanziarie di una attività d’impresa e alle caratteristiche intellettuali, professionali e umane di chi la esercita. Un trattato, qui a cura e con un saggio finale di Alessandro Wagner, che mette magnificamente a fuoco il concetto di «capitano d’impresa» e il suo ruolo nella società, indicando la strada per quello che Brunello Cucinelli nella prefazione rivendica come un nuovo «capitalismo umanistico».

 

Benedetto Cotrugli, nato a Ragusa (Dubrovnik), mercante, imprenditore, filosofo e umanista, scrisse nel 1458 quello che può essere considerato uno dei primi manuali sull’arte del commercio.

Alessandro Wagner, giornalista economico ha lavorato, tra le altre testate, per “Il Corriere della Sera”, “la Repubblica”, “Il Sole 24 Ore”, “L’Espresso”, “Milano Finanza”. Tra i suoi libri: Due milioni di miliardi: l’incredibile ma vera storia del debito dello Stato e Il grande scippo.