Bevvi e spostai la poltroncina per avere il sole, che nel frattempo s’era fatto spavaldo, in faccia. Scolai l’ultimo sorso di vino e m’addormentai cercando di non pensare alla nutria

Andrea Zandomeneghi

Il giorno della nutria

 

 

Tunué

Ore 19:00

con Chicco Testa

conduce Roberta Colombo

letture Giulia Nervi

 

Capalbio, costa dell’Argentario, ben lontani dalle suggestioni turistiche: Davide è un cefalgico cronico che vive col nipote e la madre, malata di Parkinson e invocante l’eutanasia. Il giorno seguente l’ennesima ubriacatura assieme al prete del paese e al figlio della badante della madre, si sveglia con gravi postumi; mentre tenta di placarli con psicofarmaci e altro alcol, rinviene una nutria spellata e congelata sul pianerottolo, a mo’ di intimidazione. Sulla base di congetture, presagi, coincidenze e suggestioni, Davide opera ricostruzioni ossessive che lo portano, nel corso di una sola giornata sempre più vorticosa, a dubitare di tutte le persone che ha intorno, fino a scoprire la verità – anche su se stesso e sulle sue nevrosi. “Il giorno della nutria” è un giallo al contrario che ribalta tutti i cliché sulla provincia italiana e rivela un nuovo, esplosivo esordio letterario.

 

Andrea Zandomeneghi, 36 anni, è nato e cresciuto a Capalbio, dove è tornato ad abitare dopo un decennio passato a studiare a Firenze. Ha pubblicato il romanzo “Il giorno della nutria” (Tunué, 2019). Ha curato il volume antologico “Anatomè. Dissezioni narrative” (Ensamble, 2018). Scrive recensioni su Il Foglio. È stato condirettore della rivista letteraria CrapulaClub. Ha pubblicato recensioni, articoli e racconti su numerose riviste e antologie.