Antonio viveva. Lui stesso non riusciva a capacitarsi di come era giunta a lui la vita e come lui la utilizzasse.

Giuseppe Procaccini

L’abaco dei sentimenti confusi

 

 

Gaffi

Ore 21:30

con Roberto Maroni

conduce Maria Zezza

letture Cristiana Buscarini

 

“L’alfabeto dei sentimenti confusi” prende il nome dalla prima delle dodici novelle raccolte nel libro che si susseguono senza una sequenza organica, un pò “indisciplinate”: città e luoghi diversi, ambienti veri e fantasiosi, personaggi disparati, passato, presente e futuro, si incrociano e cavalcano, come a rincorrersi: tra sogno e realtà. Il tempo della narrazione è prevalentemente contemporaneo, tranne la breve incursione del racconto “Il fratello”: dalla storia di una moneta antica verrete precipitati a Patrasso agli albori del cristianesimo. In tutte le novelle la personalità complessa dell’autore, grazie a uno stile inconfondibile e confidenziale, tiene aperta una delicata linea di comunicazione con il lettore. Procaccini affronta temi drammatici e leggeri, senza smettere mai di essere autentico. Ad esempio, nel racconto “La confessione” in una pigra giornata napoletana un uomo di successo sfruttando un’amara autoironia fa i conti con il suo passato, prendendone finalmente coscienza. Come ne “Il parapioggia”, ambientato a Palazzo Chigi, dove gli eventi atmosferici giocano un buffo inconveniente, dando il via a una sequenza di vicende, anche drammaticamente grottesche, collocate fedelmente negli ambienti che contano. Denigrare o compatire sono sentimenti mai espressi, ma sempre sfiorati con delicatezza: in tutte e su tutte le novelle il dato prevalente è il rispetto della condizione umana, anzi la dolorosa condizione umana con le abitudini, le piccinerie, i sogni e le fatiche, la fortuna e l’amaro destino di ciascuno. Eppure è proprio questa condizione umana a dare coraggio, a restituire, se non fiducia, speranza.

 

Giuseppe Procaccini (Napoli, anni ‘50). Una laurea prima del tempo, esperienze in Italia e all’estero, una bella famiglia, tante sedi e incarichi rischiosi, sia con un’arma di Commissario di P.S. che poi con la penna di Prefetto. Ha sempre avuto a cuore lo Stato e la legalità: come a Roma anche a Genova, Belluno, Rieti, Salerno e Latina. Ha scelto la scrittura per guardare dentro l’essere umano, alla ricerca del perchè. L’abaco dei sentimenti confusi è la sua prima prova letteraria.