La musica infatti, non è mai una gabbia, ma piuttosto una creatura viva, palpitante. Un modo per riprodurre l’infinito movimento vitale. Come il nostro cuore, anch’essa cala la sua perfezione all’interno della materia e dei difetti del creato, e sono proprio quei difetti che a volte, forse inconsapevolmente, cerca di riprodurre

Beatrice Venezi

Allegro con fuoco. Innamorarsi della musica classica

 

 

UTET

Ore 21:30

con Mariastella Gelmini e Andrée Ruth Shammah

conduce Giulia Cerasoli

letture Elisabetta Pellini

 

La musica classica è di tutti. Per troppo tempo l’abbiamo considerata noiosa, adatta a vecchi intellettuali, lontana dal suono dei tempi; l’abbiamo legata al flauto dolce a cui ci costringevano a scuola; alle occhiatacce per un applauso sbagliato a teatro; a simboli incomprensibili annotati su fogli ingialliti. Per troppo tempo abbiamo lasciato che pregiudizi e cliché ci tenessero lontano dalla bellezza di quella musica che per secoli ha sedotto uomini e donne. Beatrice Venezi, neppure trent’anni, non si è lasciata sopraffare dai luoghi comuni: chiunque, anche oggi, può innamorarsi della musica classica, proprio come ha fatto lei. Del resto basterebbe farsi condurre dalla giusta guida. La melodia diventa così un mezzo per scoprire il mondo, il ritmo un tentativo di ascoltare noi stessi e l’armonia una prova di vita sociale. E a ben guardare le trame dell’opera sembrano ricalcare la nostra attualità: così Carmen diventa un simbolo per combattere la violenza sulle donne, e la “Bohème” una trasposizione parigina di serie tv di successo come “Friends” o “How I Met Your Mother”. Tra spartiti e semiminime, biografie di compositori e direttori d’orchestra, Beatrice Venezi ci mostra come la musica classica, una volta libera dagli stereotipi, sia un bene globale: una bellezza che appartiene a tutti.

 

Beatrice Venezi  (Lucca 1990), tra i più giovani direttori d’orchestra donna d’Europa, dirige la Nuova Orchestra Scarlatti di Napoli. È stata inserita da “Forbes” tra i 100 under 30 più influenti d’Italia. Esperta del repertorio pucciniano, ha diretto orchestre in tutto il mondo: dal Giappone alla Bielorussia, dal Portogallo al Libano.