Andrea Albertini (Roma 1960) con questo romanzo sui suoi avi è al suo esordio narrativo.

Venerdì 30 Luglio

ore 19:30

Piazza della Repubblica, Borgo Carige – Capalbio

Andrea Albertini

Una famiglia straordinaria

Sellerio

Intervista di Bruno Manfellotto
Letture Michela Tamburrino

“Tatiana Lvovna Suchotin Tolstoj fece una breve pausa e guardò verso il pubblico di fronte oltre le lenti degli occhiali. La sala in stile liberty era piena e silenziosa. Si sgranchì con piacere le gambe sotto l’imponente tavolo in noce e riprese a leggere la sua relazione in francese. Le mancavano sei pagine per terminare la prima parte della conferenza”

Il più importante direttore del «Corriere della Sera», il drammaturgo che ha scritto la Tosca e Madama Butterfly e un’affascinante attrice nipote di Tolstoj. Per la prima volta un romanzo racconta una famiglia unica nella storia italiana. Una cronaca familiare, a volte cullata a volte agitata dal secolo di storia (metà Ottocento, metà Novecento) che le turbina attorno; il romanzo di tre dinastie destinate a unirsi: i Tolstoj, la figlia e la nipote del genio russo; i Giacosa, la famiglia del più famoso drammaturgo italiano del tempo; gli Albertini, i fratelli che fecero grande il «Corriere della Sera» e osarono dire no a Mussolini. La storia inizia in due posti lontani. Jasnaja Poljana la tenuta dove Leone Tolstoj dimorava; Colleretto, nel torinese, qui il piccolo Giuseppe detto «Pin» Giacosa cresce «letteralmente immerso nella campagna». Da questi due angoli di province estreme partono, come cerchi nell’acqua distanti destinati a congiungersi, fatti familiari e stravolgimenti storici, che porteranno a un’unica leggenda. Le traversie dei Tolstoj, di guerre rivoluzioni e esili; e le difficoltà, le delusioni e i primi successi del giovane Giacosa, il drammaturgo librettista della Tosca e di Bohème. Poi il gioco del caso realizza il terzo, più vivificante innesto: è l’avventura, turbolenta, dei due fratelli Albertini, le cui biografie si identificano con il «Corriere della Sera». Soprattutto di Luigi Albertini, il direttore e comproprietario che fece del «Corriere» il quotidiano più letto d’Italia, con i rivoluzionari supplementi, e il più moderno d’Europa; il liberale conservatore costretto a rinunciare al suo giornale per opporsi, unico tra i suoi pari, all’ascesa del fascismo. È lui il dominatore di questo libro, assieme all’altra figura di «Pin» Giacosa stagliata in tutta la sua tenerezza umana. Gli interni delle case si accompagnano alle vicende pubbliche straordinarie e ai grandi personaggi, del teatro, del giornalismo, della politica. Il punto di vista della narrazione è lo stesso, di volta in volta, dei protagonisti. La trama, che segue in quadri separati le storie individuali fino al loro intrecciarsi, sembra idealmente dividersi in due tempi, il prima e il dopo: l’Ottocento languido spira, seguito dalle catastrofi del nuovo secolo. Ma la Storia non dà ombra a quello che veramente è questo romanzo: un grande ritratto dei sentimenti.