Gabriele Romagnoli (Bologna, 1960), giornalista professionista, a lungo inviato per “La Stampa”, direttore di “GQ” e Rai Sport, è ora editorialista a “la Repubblica”. Narratore e saggista, ha scritto tra l’altro: Navi in bottiglia (Mondadori, 1993), Louisiana blues (Feltrinelli, 2001), L’artista (Feltrinelli, 2004), Non ci sono santi (Mondadori, 2006), Un tuffo nella luce (Mondadori, 2010), Domanda di grazia (Mondadori, 2014), Solo bagaglio a mano (Feltrinelli, 2015), Coraggio! (Feltrinelli, 2016) e Senza fine. La meraviglia dell’ultimo amore (Feltrinelli, 2018).

 

Giovedì 29 Luglio

ore 19:30

Piazza della Repubblica, Borgo Carige – Capalbio

Gabriele Romagnoli

Cosa faresti se

Feltrinelli

Intervista di Francesco Siciliano
Letture Michela Tamburrino

“«La bambina ha una malattia. Non curabile». La prima cosa che Raffaele pensò fu: ha voluto conficcare il pugno fino in fondo al nostro stomaco. E vedere se respiriamo ancora. Se riaffioriamo dalla profondità in cui ci ha scaraventati con questa rivelazione. Non si è limitata alla malattia, ha aggiunto: non curabile. Adesso, brava gente, la volete ancora?”

Cosa faresti se, nel tempo breve di una giornata o di un attimo, dovessi scegliere fra due alternative, ognuna critica, ognuna in grado di ridefinire l’idea di te stesso, di cambiare il destino tuo e altrui? Una scelta irresolubile eppure necessaria, come quella di Laura e Raffaele, una coppia che desidera adottare un figlio e si ritrova a decidere in poche ore – una lunga, interminabile notte – se accogliere una bambina gravemente malata. O come quella di Adriano, che scopre da un video sul cellulare che il figlio ha preso in prestito la sua auto e ha investito un uomo, senza fermarsi a prestare soccorso. Adriano, che da quando ha perso la moglie e il lavoro, è incapace di decidere qualsiasi cosa, esce di casa per cercare fuori da sé, un passo dopo l’altro, una risposta: denunciare il figlio o costituirsi al suo posto per salvarlo? Mentre solo un istante viene concesso a Giovanni, il tassista Urano 4, per prendere la risoluzione più importante. Seguendo quale ragionamento o intuizione, quale concezione del mondo e di sé, questi e gli altri personaggi, tutti sottilmente connessi fra loro, potranno compiere una scelta nell’arco di sei giorni e ripresentarsi insieme, nel settimo, per il giudizio finale? Nel divario fra essere autentici ed essere giusti temono di perdersi, perché ci sono nell’esistenza di ciascuno “deviazioni improvvise, circostanze inattese, scelte improbabili” davanti alle quali è impossibile quanto necessario farsi trovare pronti.