
Mimmo Gangemi è nato nel 1950 a Santa Cristina d’Aspromonte, vive a Palmi in provincia di Reggio Calabria, dove svolge la professione di ingegnere. Ha già pubblicato quattro romanzi con cui si è aggiudicato autorevoli premi letterari.
Nicola Gratteri è uno magistrati più esposti nella lotta alla ‘ndrangheta. Ha indagato sulla strage di Duisburg e sulle rotte internazionali del narcotraffico. Insieme ad Antonio Nicaso ha scritto Fratelli di sangue (Mondadori).
Titolo: Il giudice meschino
Autore: Mimmo Gangemi
Genere: Narrativa
Data di pubblicazione: 2009
Pagine: 353
Editore: Einaudi (collana Einaudi. Collana Stile Libero big)
Un magistrato costretto a diventare eroe suo malgrado. Un padrino che parla come un oracolo e dal carcere orienta le indagini. Perché quelli che sembrano omicidi di 'ndrangheta forse non lo sono. Forse hanno a che fare con le navi dei veleni e le scorie seppellite nella "spianata dell'infamia". L'anima della 'ndrangheta per la prima volta racchiusa in un romanzo. Un giudice muore per mano di balordi. E i balordi muoiono per mano della 'ndrangheta, che non tollera si disturbino i suoi affari. Almeno, cosi sembra. Il magistrato Alberto Lenzi colpito dalla morte del collega e amico, si tuffa a capofitto nelle indagini. Lo instradano in una diversa direzione le parabole di don Mico Rota, capobastone della 'ndrangheta, e il fortuito emergere di elementi legati a un traffico di rifiuti tossici. Una "commedia umana" dove si muovono personaggi verissimi che inseguendo il proprio tornaconto arrivano a svelare una realtà che va molto oltre la 'ndrangheta.
Titolo: La malapianta
Autore: Nicola Gratteri conversa con Antonio Nicaso
Genere: Saggistica
Data di pubblicazione: 2010
Pagine: 183
Editore: Mondadori (collana Strade blu. Non Fiction)
"High tech e lupara." Nicola Gratteri torna a conversare con Antonio Nicaso di 'ndrangheta, il fenomeno criminale di portata internazionale che inizia finalmente a essere percepito nella sua vera dimensione. A rivelarne la forza bastano poche cifre: il suo fatturato annuo è di 44 miliardi di euro, il 2,9% del Prodotto interno lordo. Il "core business" è il traffico di droga, la 'ndrangheta controlla quasi tutta la cocaina che circola in Europa. A questa espansione fa da contraltare il degrado sociale e ambientale della Calabria, prigioniera di una criminalità che la opprime, ne sfrutta ogni risorsa e l'abbandona al suo destino. La crescita di questa malapianta viene raccontata attraverso temi ed eventi cruciali: dalle lontane origini alla stagione dei sequestri di persona, all'espansione sul territorio italiano e all'estero; dalle collusioni con la politica alla conquista della leadership nel traffico di droga, alle inquietanti vicende dei rifiuti tossici.