Bookcrossing, arte, poesia la nuova vita delle cabine

Bookcrossing, arte, poesia la nuova vita delle cabine 

“Segnale libero”, parte a Vercelli l’iniziativa di recupero

Ispirate da una frase di José Saramago scelta dall’associazione «Libriamoci» di Vercelli, le sei cabine telefoniche dismesse e affidate ad altrettanti artisti resteranno fino a settembre

di Gloria Pozzo

 

VERCELLI – Portare l’arte in strada, tra la gente, in un luogo deputato per decenni alla comunicazione ma ormai in disuso. Ecco «Segnale Libero», l’originale e innovativo progetto battezzato a Vercelli lo scorso novembre con un’edizione zero e ora pronto alla consacrazione con una prima edizione già in grado di richiamare artisti di fama internazionale. L’inaugurazione delle sei cabine telefoniche è avvenuta lo scorso 9 aprile. Le cabine dismesse sono state affidate ad altrettanti artisti, che ispirati da una frase di José Saramago scelta per l’occasione dall’associazione Libriamoci a Vercelli hanno trasformato le strutture in installazioni che resteranno fruibili fino a settembre. E a ottobre partirà la seconda edizione.

 

Gli artisti 

«Sin dall’edizione zero – spiega la direttrice artistica del progetto Caterino Del Nero – molti artisti hanno visto l’opportunità di esprimersi in modo non convenzionale e raggiungere senza barriere il maggior numero di persone possibile». A mettersi in gioco scultori, fotografi, fumettisti. William Xerra, attivo in campo internazionale dagli Anni Sessanta, ripropone con una scritta luminosa il suo storico progetto denominato «Vive», che attinge dalla terminologia tipografica la chiave simbolica per indicare il recupero di un qualcosa che si era cancellato. Come le emozioni che una cabina può aver raccolto per anni accogliendo migliaia di telefonate. Alberto Messina, giovane fotografo la cui ricerca è incentrata sullo Still life racconta con tre serie di fotogrammi quell’amore che pone fine all’assedio cantato da Saramago. Antonio Spanedda, artista e attore novarese, ha rivestito la sua cabina di «guerrieri d’amore» che imbracciano armi fiorite: una cabina interattiva dove sarà possibile, attraverso codici e Qr code, lasciare videomessaggi d’amore che saranno congelati fino al 2021.

 

Oltre le mura 

Alessandro Casetto, fotografo vercellese, ha interpretato la frase di Saramago con un’installazione che invita lo spettatore a guardarsi allo specchio e a non rendersi complice di alcuna barriera. Nella cabina affidata alla scultrice Florine Offergelt, un omino di terracotta blu, dai piedi enormi a rappresentare il radicamento alla terra, guarda verso un cuore giallo che rappresenta la spiritualità. Infine la cabina «diabolika» del fumettista il Daniele Statella, interamente dedicata a Diabolik e Eva Kant e al contemporaneo Festival del Fumetto di Vercelli. Senza dimenticare una settima cabina dedicata allo scambialibri, dove chiunque può prelevare un libro lasciandone un altro in cambio. Un «segnale libero» che pulsa oltre le mura cittadine: una cabina telefonica di Vercelli, letteralmente trasportata a Novara, è stata affidata al collettivo Artupia.

 

Il bookcrossing

Le cabine telefoniche così allestite continueranno a raccontare storie anche attraverso il bookcrossing, permettendo a tutti la condivisione dei propri libri e delle proprie letture. Un’azione simbolica ma efficace, in ideale sintonia con il prossimo edizione del Salone Internazionale del Libro in programma a Torino da giovedì 18 a lunedì 22 maggio www.salonelibro.it.

Link all’articolo originale http://www.lastampa.it/2017/04/10/societa/bookcrossing-arte-poesia-la-nuova-vita-delle-cabine-RmEKyrcp38Vkrmt2BtCMoO/pagina.html

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