Il piacere di leggere per Riccardo Barenghi

Il piacere di leggere è un piacere, anche quello di stare soli

 

Il piacere di leggere per Riccardo Barenghi, giornalista de La Stampa, è appunto un piacere. Bisogna ovviamente incappare in un bel libro, la cui storia ti prenda e non ti molli più. È il piacere di riuscire a stare anche da soli, per qualche ora durante le nostre giornate sempre più caotiche.

 

Il libro della vita di Riccardo Barenghi è “‘Patrimonio” di Philip Roth, un libro molto inteso e importante per il giornalista e che parla del rapporto dello scrittore con il padre che sta morendo. Barenghi vi si è identificato perchè nel periodo in cui l’ha letto era morto il proprio padre, il libro gli ha cambiato la vita.

 

Per un giornalista come Riccardo Barenghi il piacere di scrivere è riuscire a trasferire su un foglio un pensiero, un’idea, una battuta, un punto di vista. Oppure un racconto di un fatto di cui è stato testimone – se si parla di cronaca – però condito da senzazioni e sentimenti, perchè un racconto freddo non è bello da leggere ne da scrivere.

 

 

Riccardo Barenghi inizia la sua carriera giornalistica nel 1980 quando viene assunto a “Il Manifesto” di cui diventa direttore nel 1998. Nel 2000 nasce Jena lo pseudonimo con cui scrive un brevissimo e lapidario corsivo sull’attualità, che dal 2003 si trasferisce sulla prima pagina de La Stampa. Pochi mesi fa è stata distribuita con il quotidiano torinese la raccolta dal titolo «La vostra Jena quotidiana». È stato definito «la penna più acuminata della stampa di sinistra».

 

 

Riccardo Barenghi è stato protagonista di Capalbio Libri mercoledì 1° agosto 2018 prendendo parte alla presentazione del libro di Benedetto Cotrugli “Arricchirsi con onore. Elogio del buon imprenditore“ edito da Rizzoli. Con lui sul palco il giornalista economico Alessandro Wagner, curatore del libro.

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