La biblioteca di Gorkj che non legge nè scrive

Firenze, Gorkj non legge né scrive ma è il più assiduo frequentatore della biblioteca

 

In occasione dei 10 anni delle Oblate il sindaco Nardella ha premiato il ragazzo disabile che più di tutti passa le sue giornate a sfogliare libri

 

di Ilaria Ciuti

 

Regolarmente ogni settimana Gorkj si mette il suo zaino in spalla e annuncia ai familiari o ai volontari, che da anni si occupano di lui e gli vogliono bene presso la cooperativa sociale fiorentina Le Rose: «Vado alla mia università». La sua «università» è la Biblioteca delle Oblate in pieno centro di Firenze, due passi dal Duomo, nata dalla trasformazione di un bel convento medievale di suore. Ora è una moderna biblioteca di nuova concezione, dove vai, prendi i libri in prestito o ti fermi a leggere, senti musica, vedi film o video, frequenti incontri, mangi e bevi, la attraversi come una piazza aperta. Lo scorso maggio le Oblate hanno celebrano i dieci anni della loro nuova vita e Gorkj, che non sa né leggere né scrivere, è stato premiato dal sindaco di Firenze Dario Nardella come l’utente più assiduo della biblioteca, quello che nell’ultimo anno ha preso più libri in prestito.

 

Non legge, non ha avuto per le sue difficoltà dalla nascita una vita come gli altri. Ma questa vita uguale a tutti, Gorkj Sacchi Baldi se la conquista tramite le Oblate, dove si sente uno studente come quelli altri che trova ai tavoli a leggere e studiare e con cui si ferma a scambiare due battute. Ma senza esagerare come altre volte gli capita, perché lì sa che si deve tacere. L’eterno ragazzo che ormai ha 42 anni ha un suo particolare modo di interpretare e esprimere le cose, una sua ironia, una sua imprevedibile acutezza. Un «ragazzo speciale» lo definisce la motivazione del premio. Con un’incapacità di ordinare pensieri e parole in maniera convenzionale ma con un’eccezionale capacità intuitiva e una memoria visiva che gli permette di «leggere» i libri a modo suo. Anche trasferendo, copiandole, le parole sul computer di cui domina inaspettatamente la tastiera senza esserne però dominato. Così accade spesso che da una sola parola desunta dai libri della biblioteca per lui nasca un intero mondo online.

 

Siccome ha una grande capacità mimetica, Gorkj alle Oblate è uno studente di medicina. Non prende libri a caso, ma ha le sue passioni. Sceglie quelli di medicina ma anche di viaggi, e anche i cd di musica, i film dei dvd che ama molto. Lo attraggono le foto, le illustrazioni. «Vado alla mia università» dice, e la gita è diventata un rito. Arriva, saluta, prende i libri dagli scaffali che conosce a memoria e sa come sono disposti. Gli piacciono le guide e quando torna a casa guarda le foto e magari ne scrive sul computer il titolo, per esempio Svizzera che non sa cosa significhi ma che diventa realtà attraverso le immagini rimandate dallo schermo. Ormai l’utente più assiduo di tutti conosce una per una le persone che lavorano in biblioteca, tutte disponibili con lui e pronte a trattarlo da amico. Il rito ha tutti i suoi momenti, quelli dell’incontro con gli altri, della scelta di libri, delle tessere per prenderli in prestito, dello zaino dove riporli. Poi Gorkj sale in cima, al bar sui tetti, affacciato al panorama di Firenze. I baristi lo accolgono, lui beve qualcosa di fronte al Cupolone, lo zaino ormai gonfio di conquiste, e è felice.

 

Link all’articolo originale: http://firenze.repubblica.it/cronaca/2017/05/25/news/firenze_gorkj_non_legge_ne_scrive_ma_e_il_piu_assiduo_frequentatore_della_biblioteca-166372033/?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P3-S1.4-T1

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